martedì, Maggio 14

Ecco il concime perfetto per le tue orchidee: “da non credere”

Come tutti saprete le orchidee sono delle piante molto delicate, non è facile che riescano ad ambientarsi all’interno di un appartamento e per certi versi potremmo dire che necessitano cure ed attenzioni che molte altre piante da interni non richiedono. Immaginate che delle volte basta anche cambiarle di stanza che l’intera stabilità della pianta potrebbe variare perchè magari non capta la luce giusta, oppure perchè la temperatura da un ambiente da un altro fa sì che non ci siano le condizioni adatte per dare forza allo sviluppo dei fiori.

Alcune delle cose più importanti da sapere ad esempio sono la quantità di luce che desiderano, che deve essere abbondante ma non diretta, il fatto che le radici non andrebbero mai coperte con un vaso in terracotta, in quanto hanno bisogno di percepire la luce, oppure la stessa irrigazione che, al contrario di molte piante avviene prevalentemente per immersione piuttosto che a pioggia dall’alto.

Concimazione delle orchidee

Così come la maggior parte dei suoi simili però, anche l’orchidea gradisce la concimazione, si tratta infatti di un momento molto importante di cui la pianta necessita per riacquistare la forza e di nutrienti che ha consumato per dare vita ai fiori e le grandi e rigidi foglie. Per questo motivo anche questa pianta come le altre di cui abbiamo parlato gradisce un composto NPK, ovvero in cui sono presenti l’azoto, il fosforo ed il potassio. Tuttavia non è detto che l’orchidea li gradisca sempre allo stesso modo, perfettamente bilanciati come faremmo per altre specie.

In questo caso, infatti, durante la primavera si dovrebbe prediligere una miscela con una maggiore quantità di azoto per favorire una ripresa della parte vegetativa della pianta, vale a dire un composto 30:10:10, mentre se preferite incrementare la fioritura va diminuito l’azoto e vanno incrementati il fosforo ed il potassio attraverso una formula 10:30:20.

In più, una cosa molto importante da conoscere è la forma che necessita il concime, in quanto può avere sia una consistenza liquida ed idrosolubile da diluire nell’acqua che una più densa da applicare per via fogliare. Un’altra grande particolarità della pianta poi è il tipo di terreno che questa necessita, in quanto le radici hanno bisogno di un drenaggio dei liquidi molto maggiore rispetto a quello di altre piante, dunque assolutamente no al terriccio comune e sì, piuttosto, al bark ed alla torba, composti da corteccia ed altri piccoli resti vegetali organici; questi faranno in modo che non ci sia un accumulo di liquidi e che le radici non marciscano.