domenica, Febbraio 4

Giulio Ciccone spiega i motivi del suo addio forzato al Giro

Il giorno dopo l’abbandono del Giro d’Italia da parte di Giulio Ciccone, lo scalatore della Bardiani-Csf, in esclusiva per Sport Chieti, spiega meglio i motivi del suo addio forzato alla corsa rosa: “Dal giorno di riposo di lunedì ho iniziato ad avvertire qualche problema intestinale. All’inizio sembrava un semplice mal di pancia invece poi il giorno dopo, durante la tappa, è stato un vero e proprio calvario. Nonostante tutto sono riuscito ad arrivare all’arrivo e a ripartire ancora il giorno dopo ma la situazione è rimasta più o meno la stessa. La squadra mi ha consigliato di fermarmi e di recuperare bene perché mi sarei fatto solo del male nel continuare in queste condizioni. Ma io da testone abruzzese ho voluto insistere ancora un giorno e sono riuscito a terminare anche la tappa successiva di 240 km, la più lunga del Giro, ma la sera stessa mi sono dovuto arrendere. Correre un giro è dura, sopratutto arrivare alla terza settimana, figuriamoci correre nell’ultima settimana con un virus intestinale”. Un po’ di rammarico nelle parole di Giulio si avverte per non essere arrivato a Torino, ma ancora una volta ha mostrato la sua caparbietà e la sua tenacia, che lo hanno portato a resistere fino alla tappa di Pinerolo. Il buon senso però è prevalso ed ha fatto si che lo scalatore di Brecciarola si fermasse, mostrando anche in questa circostanza molta maturità. In fondo per Ciccone è stato un Giro d’Italia straordinario, il primo alla sua prima stagione da pro’, nel quale si è messo in evidenza in più di un’occasione, centrando la vittoria di tappa a Sestola, in un giorno che rimarrà per sempre nel cuore e nella testa del giovane teatino.