Sab. Nov 21st, 2020

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Sport a Chieti: la città perde anche Teate Scherma

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Continua inarrestabile l’emorragia di associazioni sportive dal territorio di Chieti. Dopo che già molte realtà sportive teatine si sono viste costrette a spostare le proprie attività nella vicina (e più accogliente, a quanto pare) provincia di Pescara, l’ultima ad aggiungersi al già lungo elenco è Teate Scherma, che si vede improvvisamente negati gli spazi concessi dal Comune, senza spiegazioni e senza alternative.


La scherma a Chieti fino ad oggi c’era e andava anche bene: risultati agonistici importanti, un torneo nazionale ospitato ogni anno (anche se nel 2019 si era dovuto trasferire a Bucchianico), il miracolo di superare in 30 iscritti in un’annata difficile come quella dell’era Covid, un decennale festeggiato proprio lo scorso settembre. Eppure, a quanto pare non è bastato: dopo una serie di comunicazioni in contraddizione l’una con l’altra da parte del comune, Teate Scherma sembra costretta a rivolgersi ad altre realtà territoriali per trovare uno spazio per i propri atleti.

L’annata del Covid -19 ha creato difficoltà al mondo sportivo in toto” si legge nel comunicato diramato dall’associazione sportiva teatina “ma la scherma è una delle pochissime discipline che, per quanto riguarda gli atleti agonisti, può continuare nel rispetto dei protocolli: sembra assurdo che nella nostra città si decida di dire stop ad una disciplina che prosegue in tutta Italia e che da sempre si è impegnata per portare lustro alla città di Chieti, in Italia e all’estero. Ancora più assurda è l’assenza di motivazioni per una decisione di questo tipo“.
Teate Scherma, che si allenava precedentemente in una palestra scolastica, aveva infatti ottenuto a settembre l’affidamento provvisorio di una struttura comunale per continuare i suoi allenamenti. L’affidamento era stato concordato fino al 31 dicembre, decisione successivamente confermata dalla nuova giunta insediatasi a ottobre.

Abbiamo avuto occasione di incontrare in più di un’occasione l’assessore allo sport Manuel Pantalone” prosegue il comunicato “figura di cui abbiamo potuto constatare lungimiranza e disponibilità: l’assessore si è dimostrato attento alle realtà cosiddette minori attive sul territorio e alla loro tutela, motivo per cui ha stabilito di confermare l’assegnazione temporanea in attesa di individuare una sede più idonea alle attività del club. Con queste premesse, ci ha colpiti come un fulmine a ciel sereno la raccomandata ricevuta oggi dal Comune“.

Sette giorni per sloggiare, senza se e senza ma: questo il contenuto della lettera ricevuta in mattinata da Teate Scherma a firma del dirigente comunale di settore.
Le uniche spiegazioni possibili” riporta il comunicato “sono o che l’assessore abbia voluto prenderci in giro o che sia completamente inerme di fronte alle decisioni degli uffici comunali: entrambe ipotesi a cui non vogliamo credere, perché sarebbero una più sconfortante dell’altra. Resta l’amaro in bocca per i modi in cui questa decisione è stata presa e ci è stata comunicata dopo anni di lavoro per garantire alla città un nome nel mondo della scherma. Il nostro obiettivo sarebbe quello di restare sul territorio ma i prezzi dei privati risultano inaffrontabili per una realtà come la nostra. Non resta altra soluzione che rivolgersi a comuni che si dimostrino più interessati alla pratica della nostra disciplina, che porta sempre tante medaglie all’Italia e che è un peccato non vedere rappresentata in un capoluogo di provincia“.

La città di Chieti perde così l’ennesimo tassello di una realtà sportiva che va sempre più sgretolandosi. Viene da chiedersi se l’amministrazione avrà l’interesse e la forza di fermare l’emorragia prima che il tessuto sportivo cittadino si dissangui completamente.

3 thoughts on “Sport a Chieti: la città perde anche Teate Scherma

  1. Molta chiara la replica del Sindaco:quegli spazi risultavano occupati senza alcun titolo. Non è una forma di discriminazione verso una realtà sportiva che fa onore alla città ; è un chiaro e giusto messaggio di trasparenza ma anche di imparzialità verso altre associazioni che magari meritavano ugualmente uno spazio di aggregazione. Il messaggio del sindaco che invita al resetraggio e ad una ripartenza appare pertanto ragionevole ed eticamente ineccepibile.

    1. Gentile signore o signora (se si presentasse con nome e cognome potrei essere più precisa), con il suo commento dimostra di non conoscere la reale situazione o di non aver compreso e centrato il problema. La invito quindi ad informarsi meglio prima di sentenziare.
      il Circolo Teate Scherma non occupava abusivamente o per grazia ricevuta da qualche “amico” quei locali ed è lì approdata solo nello scorso settembre, quando, privata della possibilità di utilizzare la solita palestra scolastica, ha chiesto con regolare istanza protocollata al Comune di poter ultilizzare altro spazio idoneo in modo temporaneo, fino alla ripresa degli allenamenti presso la palestra scolastica. I locali le sono stati assegnati dal delegato comunale allora in carica. Nessuno spazio è stato sottratto ad altri, visto che l’immobile era in stato di evidente incuria ed abbandono.
      Delle altre questioni “sotterranee” nulla sappiamo e nulla ci interessa.
      Il resettaggio di cui parla forse è adeguato per altre realtà e non certo per la nostra, che ha sempre agito nel totale rispetto delle leggi e della correttezza nei confronti di chiunque, ed alle stesse andrebbe indirizzato

  2. Per dovere di cronaca, riportiamo i fatti:
    Se dobbiamo fare chiarezza, dobbiamo farla fino in fondo.
    Il Circolo Teate Scherma, di cui mi onoro di essere vicepresidente, ha trovato una collocazione temporanea presso il centro sociale di cui si parla su suggerimento dello stesso ente locale, allorché si è trovata privata della possibilità di allenarsi presso la solita palestra scolastica a seguito delle note vicende sanitarie.
    Era una assegnaIone temporanea fino al 31.12.2020 da parte dell’allora delegato comunale ai centri sociali, così come presentato sullo stesso sito del Comune di Chieti e della cui autorità, pur non avendo con lo stesso alcun rapporto personale, non avevamo motivo di dibitare.
    La persona cui il comunicato si riferisce (e che, guarda caso, abbiamo poi scoperto essere la moglie di tale delegato) si è fatta avanti subito dopo, qualificandosi assegnataria di detto centro sociale e rivendicando per sé l’utilizzo dello stesso.
    È stato a questo punto che noi stessi ci siamo rivolti alla odierna amministrazione per fare chiarezza.
    Le nostre richieste di chiarimenti agli uffici comunali (anche a mezzo pec) sono rimaste tutte senza riscontro e solo oggi, attraverso un comunicato stampa, apprendiamo che la.persona che ha “subaffittato” non ne aveva titolo.
    Quindi:
    – l’assegnazione temporanea a nostro favore è stata firmata dal delegato ai centri sociali del Comune di Chieti;
    – la persona cui il comunicato si riferisce è una signora che sostiene di essere assegnataria di detto centro sociale e che lo ha rivendicato per il suo uso personale
    – abbiamo più volte chiesto agli uffici comunali, una volta venuti a conoscenza di questa “rivendicazione”, chiarimenti sulla questione ed accertamenti su tale presunta titolarità
    – non abbiamo mai avuto riscontro alle nostre legittime richieste
    – solo oggi apprendiamo che detta signora (con la quale ribadisco non abbiamo mai avuto alcun rapporto) non è affidataria come sostiene;
    – gli assessori competenti, in una ottica di collaborazione, sono stati da noi stessi informati della incresciosa situazione e della circostanza che era necessario provvedere con urgenza per risolvere la situazione
    – non abbiamo mai avuto interesse ad appropriarci
    di strutture senza averne titolo e l’unica cosa che abbiamo chiesto, e che ci era stata garantita, era la possibilità di utilizzare temporaneamente una struttura altrimenti abbandonata all’incuria
    – non ci pare giusto che dobbiamo essere noi a pagare il prezzo di personalismi messi in atto a favore di altri
    – resta il fatto che ad oggi, l’unica cosa che è stata fatta dal Comune per aiutarci è stata una bella intimazione di rilascio immediato perché “la sig….dichiaratasi assegnataria” pare abbia denunciato il nostro presidente per un non meglio precisato reato.
    Sta di fatto quindi che, nonostante tutte le rassicurazioni, siamo stati sbattuti fuori e abbiamo sei giorni per lasciare tutto (anche la stessa Chieti).
    Non ci resta che prenderne atto, ma non permettiamo a nessuno di mettere in dubbio la nostra correttezza!

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