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Pallacanestro Chieti: Intervista al nuovo coach Massimo Galli

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La società ha scelto lui per ripartire con il nuovo progetto basato sui giovani: la “Fase III” della gestione Di Cosmo sta per iniziare fra l’entusiasmo generale

Varesino, tante esperienze sia da vice che da capo allenatore in Club professionistici di Lega A e LegA2, nei settori giovanili azzurri. Da vice di Recalcati ha vinto lo scudetto a Varese, da capo allenatore la Supercoppa Italiana. La scorsa stagione a Forlì, Massimo Galli è il nuovo coach della Proger Chieti. 54 anni, ha sottoscritto un contratto come capo-allenatore per la prossima stagione con opzione su quella successiva. Il coach lombardo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Pasticceria Veronese di Chieti Scalo alla presenza del presidente, Giovanni Di Cosmo, del direttore generale Michele Paoletti e del direttore sportivo Guido Brandimarte.

Idee chiare e tanto entusiasmo nelle sue parole, Massimo Galli è pronto a questa sfida perché di vera e propria sfida si tratterà: la società teatina ha infatti deciso di dare una svolta radicale optando per un progetto basato sui giovani e la scelta, non a caso, è caduta proprio sul coach lombardo, uno che è un maestro nel lavorare con ragazzi.

Questa l’intervista di Sport Chieti con il neo allenatore della Proger.

Con quali ambizioni arriva a Chieti? Che squadra trova e quale vorrebbe lei?

“L’ambizione è sempre quella di dare il 100% e cercare di ottenere il massimo risultato possibile. La società mi ha detto che vuole ripartire con un progetto di un certo tipo, basato più sui giovani con voglia di reclutare giocatori che abbiano margini di crescita e possano giocare una pallacanestro divertente come merita un pubblico così numeroso ed appassionato come quello di Chieti. I progetti miei e dei dirigenti sono coincisi e dunque ho deciso di intraprendere questa nuova avventura: sono contento perché la Proger ha pensato a me per affrontare questa sfida ed io arrivo qui con tanto entusiasmo”.

Trova un pubblico che è stato giudicato il più bello della stagione appena chiusa, vista la passione con cui segue la squadra ed il numero di presenze medie al palzzetto: a Chieti si aspetteranno molto da lei, ne è consapevole?

“Cercherò di non deludere nessuno, darò tutto per la squadra per arrivare al massimo sfruttando tutte le risorse che avrò a disposizione. È chiaro che se verrà allestito un roster con molti giovani bisognerà aspettare la loro crescita soprattutto in termini di esperienza, abitudine al campionato, l’intendimento della società è proprio questo: fare un progetto più a lunga scadenza e raccogliere i frutti fra qualche tempo. L’importante è sapere cosa si potrà ottenere ma soprattutto conoscere anche i rischi che si avranno nell’affrontare la stagione in questa maniera. Dovremo creare intorno a questi ragazzi uno staff che li aiuti a crescere e la gente dovrà essere comprensiva nell’aspettare i frutti di questo processo di crescita che secondo me nel basket italiano attuale con i grossi problemi economici, latitanza di idee e progetti, può essere utile anche se magari i risultati non saranno immediati”.

Ha già dato suggerimenti ai dirigenti per il mercato?

“Per il momento non abbiamo parlato di nomi, ma semplicemente del cambio di rotta rispetto agli scorsi anni della politica che la società seguirà nella prossima stagione basandola come detto sui giovani. Nei tempi necessari ci confronteremo perché mi piace coinvolgere tutti quelli che faranno parte dello staff nelle scelte”.

Per concludere: cosa si sente di dire ai tifosi della Proger?

Voglio con me giocatori con la cosiddetta “Tripla A”: ambizione, appartenenza, altruismo. Devono essere motivati per poter ambire a traguardi importanti, sentire l’appartenenza perché giocare per la maglia è fondamentale ed è una cosa che anche i tifosi apprezzano, infine serve l’altruismo perché la pallacanestro è uno sport di squadra dove l’Io deve essere posposto al Noi”.

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