Gio. Lug 30th, 2020

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Giulio Ciccone, da Brecciarola al ciclismo professionistico

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di Alessandro Fusco – I più attenti tra gli abitanti di Brecciarola, piccola frazione di Chieti, lo ricorderanno sicuramente scorrazzare tra le vie del paese con la sua bicicletta fin dalla più tenera età, quando forse solo per gioco, questo bambino dal fisico esile e minuto iniziava a muovere i primi passi verso quello che sarebbe diventata la sua passione e il suo lavoro. Lui è Giulio Ciccone, brecciarolese doc della contrada Mulino, ventuno anni il prossimo dicembre e nuova promessa del ciclismo italiano.
È Giulio stesso a raccontare la sua carriera: “Ho iniziato a correre ad otto anni nella Pedale Teate di Chieti fino alla categoria allievi poi da juniores sono passato nell’Euro 90 sempre in Abruzzo. A 18 anni mi sono trasferito a Bergamo dove ho corso il mio primo anno nei dilettanti con la Palazzago. Da lì sono passato nel Team Colpack, sempre di Bergamo, dove ho corso per due anni nella categoria Elite e Under 23“.
Nella stagione 2016 per Ciccone ci sarà il grande salto nei professionisti con la Bardiani Csf alla corte della famiglia Reverberi, un’istituzione del ciclismo italiano guidata dal direttore sportivo Stefano Zanatta. Un grande successo per questo ragazzo che con umiltà, sacrificio e ascoltando i suggerimenti dei suoi tecnici Antonio Bevilacqua e Gianluca Valoti ha saputo far emergere le sue doti e ritagliarsi uno spazio importante nella categoria. In questa stagione Ciccone ha vinto quattro gare: la Bassano-Monte Grappa, il GP Bosco Chiesanuova, la classica Milano-Rapallo e per finire il GP San Daniele del Friuli, con un grande secondo posto nel Giro Lombardia Baby e la partecipazione al Tour de l’Avenir (il Tour de France dei dilettanti) con la selezione italiana. L’ottima stagione lo hanno messo sotto l’ombra dei riflettori, attirando l’attenzione anche di team importanti ma il suo passaggio tra i pro è frutto di una scelta umile e ponderata: “Ho scelto la Bardiani, nonostante avessi avuto proposte anche da squadre straniere, perchè è una squadra giovane tutta italiana, non troppo grande e penso di poter crescere in maniera più tranquilla qui”.
L’idolo di Giulio è Marco Pantani perché, dice, “sono uno scalatore con le sue stesse caratteristiche”. Circa le aspettative per la prima stagione da professionista, Ciccone vola basso: “Mi aspetto di fare bene, di aiutare la squadra e di acquisire tanta esperienza, per guadagnarmi il posto per correre il Giro d’Italia a maggio”. Chiusura dedicata al sogno nel cassetto con Giulio che dimostra di avere le idee chiare e senza giri di parole dice: “Vincere un giorno il Giro d’Italia”.

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